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RADIO D’EPOCA ALL’ I.T.I.S. "G. FERRARIS" ::
Alla fine della mostra della radio d’epoca, tenutasi al
Palazzo della Gran Guardia dal 6 al 21 Maggio 1995, le radio esposte non hanno trovato una sede espositiva fino a quando, nel novembre 1998 l’Istituto Tecnico G. FERRARIS ha dato la sua disponibilita' ad adibire una sala a piccolo museo della radio. Nel museo, realizzato in via del Pontiere 40, sono esposti alcuni modelli di ricevitori radio e di speaker dagli anni 20 agli anni 60 di varie fabbricazioni: U.S.A., francesi, tedesche, italiane, inglesi.
Tra i modelli esposti spiccano radio del periodo fascista (radio BALILLA) e radio d’epoca di attuali colossi dell’elettronica quali: PHILIPS, PHONOLA, TELEFUNKEN.
Il museo
e' aperto tutti giorni dal
lunedì al sabato
dalle ore 7.15 alle ore
18.30
Per informazioni rivolgersi:
alla portineria dell’I.T.I.S.
"G.FERRARIS"
Via del Pontiere 40
37122 VERONA.
tel. 045.595855
fax
045.8004630
L’ INVENZIONE DELLA RADIO
Uno dei piu' grandi desideri, o necessita' dell'uomo fu sempre quello di conoscere il piu' presto
possibile cio' che stava accadendo in luoghi distanti: gia'
nell'antichita', con stazioni di fuochi regolarmente
distribuite lungo il percorso, una notizia poteva arrivare lontano in relativamente poco tempo. Erano sistemi poco affidabili, anche se furono adottati per millenni, fino ai segnali di fumo nella conquista del West; per questo nell'ottocento furono cercati altri sistemi, e nacquero il telegrafo di Morse ed il telefono di
Meucci-Bell. Intanto progrediva anche la conoscenza di un mondo nuovo, quello dei campi elettromagnetici: attraversare lo spazio senza complicazioni di fili e di cavi era un'aspirazione condivisa da molti. Questo
soprattutto dopo che Hertz ebbe prodotto in laboratorio quelle onde elettromagnetiche che Maxwell aveva previsto parecchi anni prima.
Qui si inserisce la vicenda di un giovane scienziato italiano, di nome Guglielmo
Marconi, uno sperimentatore senza le basi di un corso di studi regolare, ma attratto dalle nuove frontiere che la scienza stava affrontando. Tra il 1884 e l'anno successivo, utilizzando tutti i piu' recenti mezzi per creare e rivelare queste onde (fu sempre assai attento al lavoro degli scienziati), riusci' in un'impresa che nessun cattedratico avrebbe mai osato sperimentare. Egli trasmise un segnale prima a brevissima distanza e poi sempre piu' lontano. Con gradualita' inflessibile il luogo di ricezione si andava allontanando sempre piu' facendosi sentire ad un paio di chilometri. Fu questo il suo primo risultato certo, il punto di partenza di una vita puntigliosamente dedicata al progresso nelle telecomunicazioni
senza filo.
La fortissima personalita' di Guglielmo Marconi, sempre all'altezza del suo ruolo di scienziato e di uomo d'affari, consapevole della sua alta missione e della sua importanza anche economica, gli permise di superare tutte le difficolta' che si frapponevano all'attuazione dei suoi progetti e delle sue invenzioni. Divenne famoso giovanissimo e, dopo aver conseguito il premio Nobel nel 1909, le sue
apparecchiature si diffusero in tutto il mondo, cosi' come le sue
societa', tutte col suo nome.
Verso
il 1920, l'interesse per "la radio" si fece piu'
acuto: cominciarono le prime trasmissioni
radiofoniche, ascoltate da migliaia di appassionati. In
poco tempo sistemi di trasmissione nazionali furono
attivati in Gran Bretagna, negli U.S.A. , in Francia ed
anche in Germania. L’ Italia vi arrivo' nel 1924, ma il
ritardo non fu tanto tecnologico, quanto il frutto di
incomprensioni e ripicche; esso fu superato con la
costituzione dell’ URI (Unione radiofonica italiana) con
l’ unione dei tre principali concorrenti.. L' URI nel
1927 divenne EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche)
per passare nel secondo dopoguerra a RAI (radio audizioni
Italia) ed infine, c on l'avvento del servizio televisivo:
RAI-TV.
La
radio cresceva anche come mezzo di propaganda, tanto che
il regime fascista tento' negli anni trenta di diffonderla
con modelli economici, cosi' poco sensibili da permettere
di ricevere solamente le emittenti nazionali. Mussolini
riusci' anche ad accaparrarsi Marconi che pure nello stile
di vita era assai piu' anglosassone che italiano facendolo
presidente dell'Accademia d'Italia e del CNR, oltre che
membro del Gran Consiglio.
La
fama dello scienziato, uomo di poche parole, ma di una
capacita' di lavoro eccezionale, era ormai mondiale: nel
1937, al momento dei suoi funerali, tutte le stazioni del
mondo osservarono due minuti di silenzio. Tuttavia, la sua
gloria non manca di sfaccettature meno brillanti, ma per
noi italiani e per buona parte del mondo occidentale
soprattutto in quello di cultura anglosassone il primato
della sua opera e' fuori discussione. |